Dopo il Diploma

Sezione Tecnica

   


Quale futuro per il Perito Chimico ?

Il Perito chimico non trova solo occupazione in un laboratorio. I settori in cui sono utili le conoscenze tecnico-specialistiche di un perito chimico sono innumerevoli, quanto lo sono le applicazioni della chimica nella vita quotidiana.

Per rendersene conto si invita alla visione del video realizzato dalla Federchimica: "Vivere senza chimica"

Cosa fa il Perito Chimico ?

Citiamo innanzitutto il profilo che normalmente viene indicato:

"...deve essere in grado di svolgere le seguenti attività professionali:

tecnico di laboratorio di analisi adibito a compiti di controllo nei settori: chimico, meccanico, merceologico, biochimico, farmaceutico, chimico-clinico, bromatologico, ecologico e dell'igiene ambientale;

tecnico addetto alla conduzione e alcontrollo di impianti di produzione di industrie chimiche; operatore nei laboratori scientifici e di ricerca."

Contiene tutte le indicazioni di massima. Non tiene conto della particolare realtà produttiva territoriale (Torino e il Piemonte), né di quella europea a cui spesso ci si può rivolgere. Non tiene inoltre conto della finalità educativa e formativa dell'istruzione secondaria, che permette, a chi lo desideri, di partecipare ad opportunità lavorative completamente diverse nel mondo civile: dall'imprenditoria privata, a quella pubblica (vigili urbani,vigili del fuoco, amministrazione, commercio, sanità, ecc..).

Si potrebbe dire che il chimico potrà scegliere di continuare a fare il chimico, seguendo la passione che da giovane lo ha condotto a questa scelta oppure, seguendo nuove inclinazioni maturate nel corso degli studi, optare per soluzioni completamente diverse sfruttando anche la maturazione culturale conseguita.

Dalle indagini annualmente svolte dal Comune di Torino, non risulterebbero molti i nuovi assunti nel comparto chimico (contratto dei chimici).

In realtà, le richieste che l'istituto quasi quotidianamente riceve da aziende o da società di selezione lavoro, provengono da settori molto diversi.

Dall'industria meccanica a quelle dei servizi, dai vicini (come indirizzo) settori della chimica conciaria, tintoria, cosmetica, farmaceutica, alimentare. Ma anche nelle forze dell'ordine, nell'esercito e nei servizi investigativi ci sono chimici. Molti di questi settori non sono inquadrati nel contratto dei chimici e quindi invisibili alle statistiche citate.

Da un'indagine della Federchimica, in Piemonte, nel settore chimico c'è solo il 6,8% dell'occupazione italiana. In Lombardia il 47,5%. Ma in Piemonte tutti i diplomati in chimica trovano lavoro, e non si cita solo il nostro istituto, ma anche gli ottimi di Casale Monferrato, di Pinerolo, di Novara e di Verbania. Il numero dei diplomati, in Lombardia, non è molto diverso da quelli del Piemonte. C'è spazio, a nostro avviso, per una crescita nel numero degli studenti che scelgono questo futuro.

Per approfondirequesto aspetto si consiglia la lettura della GUIDA elaborata dalla Federchimica per gli studenti diplomati e laureati in chimica: "Costruirsi un futuro con la Chimica"

L'ISFOL, l'istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, ha pubblicato un'altra interessante indagine nell'ambito di un progetto di orientamento chiamato.: "Alla scoperta delle professioni"

Si consiglia la consultazione dell'opuscolo sulla professione Chimica reperibile sia sul sito sia, sotto forma cartacea, presso la segreteria didattica del nostro istituto.

L'istituto per chimici, nel corso degli anni, ha modulato il percorso di studi cercando di rispondere alle esigenze del mondo produttivo, ma anche alle richieste avanzate dalla società civile. Il piano di studi proposto,va interpretato in questo senso. Accanto a materie specialistiche si ritrovano discipline formative quali l'italiano, la storia, la matematica, la lingua inglese, l'educazione fisica, il diritto che contribuiscono alla formazione del cittadino anche da un punto di vista europeo.